Arresto respiratorio

Arresto respiratorio (A.R.)

cfr altri link:

Arresto cardiaco

Arresto cardiorespiratorio, manovre

Arresto respiratorio

Rianimazione

emergenze 1

emergenze 2

L'arresto respiratorio è la perdita improvvisa della funzione respiratoria con impossibilita ad arterializzare cioè non è possibile l'ossigenazione del sangue attraverso il processo con cui la carbossiemoglobina cede l'anidride ed assume ossigeno trasformandosi in ossiemoglobina . Si definisce "primitivo" l'A.R. non conseguente ad un arresto cardiaco. Le cause più comuni di A.R. primitivo sono appresso elencate:

 

Cause più comuni di A.R. primitivo

- ostruzione delle vie aeree da corpi estranei ( compresa la caduta della lingua nel retrobocca in caso di coma)
-"overdose" di farmaci, per esempio eroina oppure farmaci come le più innocue benzodiazepine nei pazienti predisposti (A.R. da diazepam per e.v.).L’alcool e l’eroina sono depressori bulbari : presi in eccesso possono portare ad arresto respiratorio ed anche cardiaco. Altra causa di paralisi dei muscoli respiratori è la tossina tetanica.

Manovra di Heimlich

Ancora altre cause sono rappresentate da:

-inalazione di gas, vapori e fumi
-strangolamento
-annegamento
-ictus cerebri
-traumi.

Nei traumi cranici e nei traumi vertebrali, se un traumatizzato ha riportato danni al bulbo, sede dei centri respiratori, si potrà avere arresto delle funzioni vitali. Il soccorritore basandosi sulla dinamica dell’incidente può sospettare trauma cranico o lesioni vertebro-midollari (tratto cervicale sede del bulbo), anche se le funzioni vitali sono ancora presenti.
- Elettrocuzione: gli effetti della folgorazione possono quindi essere diversi; per es. effetto calorico con ustioni limitate al punto di entrata e di uscita della corrente (marchio elettrico) ; sono lesioni non dolorose e non sanguinanti ;  azione sulla muscolatura scheletrica per cui il paziente può essere scaraventato a distanza con fratture e lesioni conseguenti; oppure può rimanere attaccato alla fonte di elettricità per effetto della contrattura muscolare; può avere delle scosse di tipo convulsivo ; infine la contrattura dei muscoli respiratori può portare di per sè all’arresto respiratorio ; oppure si possono avere azione sul sistema nervoso con perdita di sensi e respiro conservato ed  azione sul sistema nervoso e arresto del respiro per danni al bulbo e paralisi dei muscoli respiratori.

Nella forma primitiva il cuore continua a pulsare per qualche minuto per cui un intervento tempestivo può prevenire il successivo arresto cardiaco. Unicamente si ha cianosi, sudorazione, tachicardia. Se vi è ostruzione completa delle vie aeree superiori si nota assenza di flusso aereo dal naso malgrado l'intervento dei muscoli ausiliari dell'inspirazione (retrazione fosse sopra - e sottoclaveari e degli spazi intercostali): tirage. Se vi è ostruzione incompleta, oltre al tirage compare respiro rumoroso (cornage). Per la contemporanea caduta della PaO2 ed aumento della PCO2 (asfissia) si verifica la compromissione dello stato di coscienza e da ultimo l'apnea. Quando la causa dell' A.R. non è ostruttiva, l'apnea è il sintonie iniziale. La distinzione tra forme ostruttive e non ostruttive di A.R. è possibile con i primi tentativi di ventilazione artificiale, infatti nel primo caso il torace non si espande. Se è presente un corpo estraneo nelle prime vie aeree ed il paziente è ancora cosciente, il soccorritore deve ricorrere alla manovra di Heimlich: il soccorritore cinge il paziente con le braccia da dietro all'altezza della vita. Una mano, chiusa a pugno, è posta in epigastrio, l'altra afferra il pugno. Si esercita infine una compressione rapida ed energigca verso l'interno e verso l'alto da ripetere più volte. Nel caso di un paziente incosciente la manovra è cosi attuata:  il paziente resta supino, il soccorritore si colloca a cavalcioni, pone il palmo di una mano sull'epigastrio, l'altra sulla prima ed esercita delle compressioni sul petto.  Se l'ostruzione è data da materiale liquido si ruota il capo lateralmente per facilitarne il deflusso. Una volta ottenuta la disostruzione delle vie aeree, occorre mantenerne la pervietà e ventilare il paziente. Se è possibile, si procede all'intubazione nasotracheale e alla ventilazione con pallone autoespansibile. In carenza di questa possibilità: evitare la caduta della lingua nel retrobocca con la manovra di estensione del capo: si poggia una mano sulla fronte della vittima e si spinge indietro; l'altra mano uncina la parte ossea del mento e lo solleva. La manovra va effettuata con cautela quando vi è il sospetto di una lesione vertebrale. Se dopo un'insufflazione di prova si conferma un'ostruzione delle vie aeree, bisogna cercare di rimuovere il corpo estraneo dalla bocca impiegando l'indice di una mano come un uncino o una pinza di Magi II.

rianimazione respiratoria

manovra sul paziente incosciente

Se la bocca è serrata, bisogna forzarne l'apertura con la manovra del dito dietro il dente o con quella delle dita incruciate. La respirazione artificiale si attua nella maniera appresso specificata. Dopo aver esteso il capo della vittima, il soccorritore fa un respiro profondo, sigilla la propria bocca intorno a quella del paziente e soffia con forza nell'adulto e dolcemente nel bambino. L'indice e il pollice della mano posta sulla fronte pinzano le narici della vittima, chiudendole. L'insufflazione viene arrestata quando si osserva l'espansione del torace per evitare la distensione dello stomaco, che ostacola il movimento del diaframma. Se la bocca è bloccata, si usa il metodo bocca-naso, dopo aver chiuso la bocca del paziente si insuffla nelle sue narici. Se lo stomaco si distende, bisogna premere dolcemente in epigastrio dopo aver ruotato la testa del paziente, per favorire la fuoriuscita dell'aria. Se tutte le manovre anzidette sono inefficaci, per assicurare la pervietà delle vie aeree e permettere la ventilazione artificiale si ricorre alla cricotirotomia.

Essa è è un intervento chirurgico di apertura delle vie aeree a livello della membrana cricotiroidea, nella regione anteriore del collo, utilizzato in situazioni di emergenza come nei casi di soffocamento o di trauma facciale. Questa tecnica prevede che si vada a bucare la parete anteriore della laringe a livello del legamento cricotiroideo, ovvero la membrana situata nello spazio immediatamente sotto il pomo d'Adamo (cartilagine tiroidea) e la sottostante cricoide, lungo circa 1.5 cm. Tale foro permette di raggiungere l'interno della laringe al di sotto della piega vocale. Il taglio effettuato sulla superficie esterna deve essere ampliato con un'altra piccola incisione che coinvolge la membrana cricotiroidea, e ancora con un piccolo dilatatore o con il manico del bisturi stesso (tecnica Seldinger) La natura elastica della membrana cricotiroidea contribuisce ad evitare che eventuali emorragie, peraltro rare, possano far entrare sangue nella trachea

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