TERAPIA DELLA DERMATITE ATOPICA

Terapia dermatologica sistemica

Terapia dermatologica topica

Terapia delle infezioni cutanee batteriche

La terapia della dermatite atopica dovrebbe includere l'astensione dal contatto con irritanti cutanei, un'adeguata idratazione della cute attraverso l'applicazione di emollienti, l'impiego contenuto di topici antinfiammatori e II precoce trattamento delle infezioni secondarie.I pazienti dovrebbero essere istruiti a non fare il bagno più di una volta al giorno, utilizzando acqua calda o fredda e soltanto detergenti delicati. Subito dopo il bagno, quando la cute è ancora umida, va applicato un farmaco antinfiammatorio topico in crema o unguento nelle aree affette, mentre la restante superficie cutanea deve essere lubrificata con un idratante. Sono necessari circa 30 g di crema o unguento per coprire l'intera superficie corporea di un Individuo adulto. La maggior parte degli schemi terapeutici per la dermatite atopica prevede l'utilizzo di glucocorticoidl topici a bassa o moderata potenza.


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L'atrofia cutanea e la possibilità di assorbimento sistemico sono i rischi principali, soprattutto per le molecole più potenti. Per l'utilizzo sul volto o nelle aree intertriginose, per minimizzare il rischio di atrofia cutanea dovrebbero essere selezionati topici steroidei a bassa potenza o antinfiammatori non steroidei. Due topici antinfiammatori non steroidei sono ora disponibili: tacrolimus in unguento e pimecrolimus in crema. Si tratta di macrolidi con attività immunosoppressiva approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) per l'uso topico nella dermatite atopica. In letteratura esistono segnalazioni di efficacia in un ambito più ampio. Questi prodotti non causano atrofia cutanea né sopprimono l'asse ipotalamo-lpofisi-surreni. Recentemente, comunque, sono emerse preoccupazioni relative all'insorgenza di linfomi in pazienti trattati con questi farmaci. Deve essere pertanto utilizzata prudenza nel considerare tali prodotti. Attualmente essi sono anche più costosi degli steroidi topici.

L'infezione secondaria della cute eczematosa può portare a un peggioramento della dermatite atopica. Le lesioni cutanee essudanti e crostose possono essere infettate da S. aureus. Nel sospetto di un'infezione secondaria dovrebbe essere effettuata una coltura dalle lesioni eczematose e I pazienti dovrebbero essere trattati con antibiotici sistemici attivi contro S. aureus. Inizialmente è preferibile l'utilizzo di penicilline penicillinasi-resistenti o di cefalosporine. Dicloxacilllna o cefalexina (250 mg 4 volte al giorno per 7-10 giorni) sono di solito un trattamento adeguato; In ogni caso, la scelta dell'antibiotico dovrebbe essere Indirizzata sulla base dell'esame colturale e della risposta clinica. Attualmente, più del 50% del ceppi di S. aureus (SA) isolati in alcune comunità è meticilllno-resistenti (MR) acquisiti in comunità (CA-MRSA). Le attuali raccomandazioni per II trattamento delle infezioni da CA-MRSA negli adulti includono trimetoprlm/sulfametossazolo (1-2 cpr 2 volte al giorno), minocicllna (100 mg 2 volte al giorno), doxiciclina (100 mg 2 volte al giorno) o clindamicina (300-450 mg 4 volte al giorno). La terapia dovrebbe durare 7-10 giorni. L'utilità della clindamicina può essere limitata dalla capacità di indurre resistenza.  Questa può essere rivelata dal test di diffusione con doppio disco, che dovrebbe essere richiesto se il ceppo Isolato è eritromicina-resistente e cllndamicina-sensibile. In aggiunta, si possono utilizzare come profilassi bagni con soluzioni antibatteriche e mupiroclna nasale. Il controllo del prurito è essenziale per il trattamento, poiché l'eczema atopico spesso dà luogo a "un prurito esplosivo".

Per il controllo del prurito si utilizzano più spesso gli antistaminici e una lieve sedazione può essere responsabile della loro azione antipruriginosa. La sedazione può anche limitare il loro utilizzo; comunque, se somministrati la sera, gli antistaminici con effetto sedativo possono migliorare Il sonno del paziente. A differenza degli effetti che si osservano nell'orticaria, gli antistaminici non sedativi e quelli selettivi anti-H2 sono di scarsa utilità per ridurre il prurito della dermatite atopica. Il trattamento con glucocorticoidl sistemici dovrebbe essere limitato alle esacerbazioni gravi che non rispondono alla terapia topica. Nel paziente con dermatite atopica cronica, la terapia con glucocorticoidi sistemici in genere produrrà un miglioramento solo per breve tempo, ma la sospensione della terapia sistemica sarà invariabilmente accompagnata da recidiva, se non dal peggioramento della dermatite. Nel pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali dovrebbero essere presi In considerazione i test epicutanei per escludere una dermatite allergica da contatto. Il ruolo degli allergeni alimentari nella dermatite atopica è controverso e vi sono scarse evidenze che essi rivestano un ruolo al di fuori dell'infanzia.

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