La perdita dei capelli o alopecia

L'alopecia, parola che deriva dal greco alopecs e che significa volpe, poiché la volpe perde il pelo a chiazze a primavera, si manifesta più frequentemente sul cuoio capelluto, si sviluppa di solito in modo graduale e può essere:

a) diffusa
b) a chiazze.
c) cicatriziale
d) non cicatriziale.

L'alopecia cicatriziale si definisce in questo modo perché si ha la perdita permanente dei capelli, poiché il bulbo pilifero, che è l'organulo da cui il capello origina, è distrutto. Allora la cute diventa liscia e scompaiono gli sbocchi dei follicoli. Si parla, invece, di alopecia non cicatriziale se la perdita è momentanea, causata da un danno dei follicoli piliferi che risparmia lo sbocco del follicolo, dimodocchè la futura ricrescita dei capelli è possibile. Per esempio, una perdita momentanea è quella dovuta a chemioterapici o dall'uso di altri medicamenti, radioterapia, connettiviti , tumori, malattie endocrine, disturbi alimentari con malassorbimento ecc.

Cause di alopecia

Nomalmente, ogni persona perde circa 50 capelli al giorno, che sono sostituiti da capelli nuovi. Il capello cresce attraverso tre momenti distinti: anagen, catagen e telogen.


Anagen.
Questa è la fase più importante della crescita in cui le cellule della matrice del bulbo pilifero vivono un'attività metabolica. La fase di anagen, cioè di crescita del capello, varia in media dai 3 ai 6 anni. I capelli non sono mai tutti nella stessa fase di crescita, tranne che in particolari condizioni patologiche, ma crescono in modo talmente diverso tra di loro che risulta difficile trovare due follicoli contigui nella stessa fase. I capelli durante la fase di anagen crescono di 0,3-0,4 mm al giorno.
Catagen

è la fase di involuzione, che dura da 2 a 3 settimane, durante la quale il follicolo pilifero subisce varie modificazioni morfologiche e metaboliche. Scompare il segmento inferiore, la lunghezza del follicolo si riduce di circa un terzo, la papilla diventa atrofica, il bulbo diminuisce di grandezza e i melanociti cessano la produzione di pigmento. Se si strappa un capello in questa fase si può vedere che la sua parte terminale, corrispondente al bulbo, è bianca. Le varie alterazioni che si verificano portano il capello alla sua ultima fase di telogen.

Telogen.

E' la fase di riposo durante la quale il follicolo è completamente inattivo e come avvolto in un sacchetto connettivale che gli offre riparo fino all'inizio della nuova fase di crescita. Il capello si trova all'interno del follicolo, trattenuto da scarsi legamenti intercellulari che lo fanno restare nel cuoio capelluto fino all'inizio della nuova fase di anagen e talvolta anche per più fasi successive. La fase di telogen dura da 2 a 4 mesi. A queste varie fasi del capello segue la sua caduta. Ogni giorno muoiono circa 10-30 capelli che, in condizioni ideali, vengono immediatamente sostituiti da nuovi elementi, perché i follicoli hanno cicli vitali sincronizzati tra di loro: infatti il volume totale rimane invariato.


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Quando una noxa patogena (stress psicologico, un problema metabolico, un disturbo ormonale) fa si che i follicoli passino da una fase anagen a quella telogen, allora si determina una alopecia. Un terzo fenomeno è l'aumento della fase di kenogen: quando il fusto del pelo si stacca alla fine del telogen. Così I'invecchiamento, la predisposizione genetica e le modificazioni ormonali possono contribuire al graduale assottigliamento dei capelli e alla retrazione della loro attaccatura. Questo tipo di alopecia si verifica in circa il 40 % degli uomini adulti e si può verificare anche nelle donne in postmenopausa. Le persone che hanno dei capelli sottili e relativamente radi come i nativi delle zone tropicali possono non riconoscere immediatamente l' alopecia. Negli uomini, la perdita dei capelli interessa più spesso le aree temporali, producendo un'attaccatura dei capelli a forma di M. Nelle donne I'assottigliamento diffuso interessa I'area centrofrontale. In entrambi i sessi, la perdita di peli si verifica anche sul tronco, sul pube, sulle ascelle, sulle braccia e sulle gambe. Nella donna è possibile nel periodo del post-partum, durante l'allattamento, tra il secondo ed il quarto mese. Questa perdita di capelli, diffusa e transitoria, può essere scarsa o drammatica e probabilmente accentuata nelle aree frontali. L' ansia, la febbre alta e anche determinate acconciature o metodi di pettinarsi (per es. i ragazzi che usano il gel fissativo! ) possono causare alopecia.

Anamnesi ed esame obiettivo

Se il paziente non è in trattamento con farmaci chemioterapici o con la radioterapia, si deve chiedere sin dall'inizio quando ha notato per la prima volta I'assottigliamento o la caduta dei capelli. Interessa solo il cuoio capelluto o tutto il corpo? E accompagnata da prurito o da eruzioni cutanee? Poi si devono ricercare con attenzione altri segni e sintomi che possano aiutare a distinguere tra una perdita di capelli normale o patologica. Chiedere sul recente calo ponderale, anoressia, nausea, vomito e modificazioni dell'alvo. Informarsi anche su alterazioni delle urine, come ematuria o oliguria. Il paziente è stato particolarmente stanco o irritabile? Ha avuto tosse o difficoltà a respirare? Indagare sulla presenza di dolore artrosico o rigidità articolare e sull'intolleranza al caldo e al freddo. Interrogare il paziente sull'esposizione a insetticidi.  Se il paziente è una donna bisogna scoprire se ha avuto irregolarità mestruali e si deve raccogliere I'anamnesi sulle sue gravidanze. Se il paziente è un uomo, si deve indagare su eventuali disfunzioni sessuali, quali la riduzione della libido o I'impotenza. Successivamente. chiedere notizie sulla cura dei capelli. Il paziente usa frequentemente un asciugacapelli con aria calda o dei bigodini elettrici? Usa periodicamente dei coloranti o degli schiarenti o fa la permanente? Chiedere ai pazienti di colore se usano un pettine caldo per stirare i capelli o un pettine con denti lunghi per ottenere un look africano. Ha mai fatto le trecce ai capelli? Si deve raccogliere l'anamnesi familiare sull'alopecia e chiedere a quale età i parenti hanno cominciato a perdere i capelli. Raccogliere anche informazioni sulle abitudini emotive del paziente, cioè se di solito tira i propri capelli, se li arrotola alle dita.

Esame obiettivo

L'esame obiettivo deve iniziare rilevando parametri vitali e poi valutando I'estensione e le caratteristiche della perdita dei capelli dal cuoio capelluto. E' a chiazze o simmetrica? I capelli che circondano una zona calva sono fragili e opachi? Hanno un colore differente rispetto agli altri capelli? Cadono facilmente? Si deve ispezionare la cute sottostante alla ricerca di sbocchi dei follicoli, eritema, perdita del pigmento, desquamazione, indurimento, capelli spezzati e ricrescita dei capelli. Quindi, si esamina il resto della cute. Bisogna annotare la grandezza, il colore, la struttura e la sede di ogni lesione. Si deve controllare la presenza di ittero, edema, iperpigmentazione, pallore o aree ipercromiche. Si devono esaminare le unghie per la presenza di depressioni verticali o orizzontali, ispessimenti, fragilità o sbiancamento. Mentre si fa questo si devono ricercare i tremori fini nelle mani. Bisogna osservare i muscoli per ricercare la presenza di debolezza muscolare o ptosi. Si ricercano poi con la palpazione linfadenopatie, aumenti di volume della tiroide o delle ghiandole salivari e la presenza di masse nell'addome o nel torace.


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