BAL, cellularità neoplastica nei BAL

Citologia BAL, lesioni neoplastiche

 

Tumori del polmone

Carcinoma squamoso II grading della displasia squamosa è basato sulla morfologia nucleare, sulla quantità di citoplasma e sul rapporto nucleo/citoplasmatico. I carcinomi squamosi cheratinizzanti ben differenziati sono caratterizzati da una popolazione polimorfa di cellule neoplastiche: cellule squamose molto grandi possono essere presenti accanto a cellule molto piccole; le cellule a forma di fuso o girino sono molto caratteristiche. Nei preparati colorati con Papanicolaou, l'accumulo di cheratina nel citoplasma è facilmente rilevabile; i nuclei sono ipercromatici con cromatina grossolanamente reticolare e irregolare. I nucleoli sono evidenti nei tumori scarsamente differenziati. Nel carcinoma non cheratinizzato, il citoplasma appare basofilo o anfofilo. Nei campioni da agoaspirato, le cellule neoplastiche sono più frequentemente raggruppate in lamine o ammassi lisci. Lo sfondo può essere necrotico. L'immunocitochimica documenta l'espressione di proteina p63/p40 nel nucleo. La colorazione per il fattore di trascrizione tiroideo (TTF)-I è negativa.

Adenocarcinoma

 

Gli aggregati cellulari sono un aspetto caratteristico. Questi ammassi hanno una configurazione tridimensionale papillare o approssimativamente sferica. Le lamine, o rosette, di cellule neoplastiche sono frequenti nei preparati da agoaspirato. Gli ammassi papillari, o acinari, di cellule tumorali possono assomigliare ai cosiddetti corpi di Creo\a, da cui devono essere quindi differenziati. Le cellule tumorali sono grandi, solitamente tondeggianti o poligonali, ma talvolta colonnari o cubiche. I nuclei sono grandi, pleomorfi ed eccentrici, con un pattern della cromatina vescicolare e nucleoli prominenti. Il citoplasma può contenere mucina o apparire vacuolato, mimando quello osservato nei macrofagi schiumosi. L'espressione di TTF-1 è evidente nelle cellule di adenocarcinoma non mucinoso. L'immunocitochimica (positiva per napsina e negativa per p63/p40) e le indagini di biologia molecolare per quanto concerne le mutazioni del gene ECFR (recettore del fattore di crescita dell'epidermide), il riarrangiamento del gene ALK (Anaplastic Lymphoma Kinase, chinasi del linfoma anaplastico a grandi cellule) con il gene EML4 (Echinoderm Microtubule-associated protein Like 4, proteina 4 associata al microtubulo di echinodermi) e la mutazione BRAFJ600!:, sono fattibili anche su campioni citologici.

 

 

carcinoma epidermoide

BAL, carcinoma epidermoide

Carcinoma polmonare a piccole cellule

Le cellule neoplastiche sono piccole e possono essere erroneamente interpretate come linfociti nell'espettorato. Tuttavia, in campioni ottenuti da agoaspirato o strisci da campioni bioptici, la proporzione di cellule vitali ben conservate è maggiore, ed esse appaiono due o tre volte più grandi dei linfociti con nuclei che mostrano un pattern di cromatina vescicolare-granulare nucleoli poco evidenti ed un piccolo orlo di citoplasma. Le cellule neoplastiche formano catene corte e il molding nucleare con nuclei ammassati in gruppi di cellule tumorali è molto comune. Le cellule ipercromatiche, o picnotiche, e uno sfondo necrotico sono altri elementi utili per confermare la diagnosi. I carcinomi a piccole cellule sono prevalentemente TTF-1 positivi, CD56 positivi, positivi per cromogranina e/o sinaptofisina, negativi per p63, negativi per Citocheratina 5 e positivi per Citocheratina 8. Cellule tumorali molto somiglianti al carcinoma a piccole cellule possono essere osservate nella citologia polmonare di bambini con metastasi polmonari da neuroblastoma, rabdomiosarcoma embrionale, sarcoma di Ewing, tumori desmoplastici a piccole cellule rotonde, linfomi e tumori di Wilms, e in adulti con metastasi da carcinoma a cellule di Merkel, sarcoma sinoviale scarsamente differenziato, condrosarcoma mixoide/a cellule rotonde.

 

Carcinoma a grandi cellule

 I reperti citologici che suggeriscono una diagnosi di carcinoma a grandi cellule sono: gruppi disorganizzati di grandi cellule pleomorfe o cellule giganti con evidenti aspetti nucleari maligni (nucleoli prominenti e granulazione grossolana della cromatina), neutrofili intracitoplasmatici e uno sfondo necrotico. In una minoranza di casi si osserva una differenziazione neuroendocrina, documentata mediante immunocitochimica (cromogranina, sinaptofisina e CD56). Di solito, i tumori careinoidi vengono diagnosticati citologicamente su campioni da agoaspirato, dato che raramente, o quasi mai, rilasciano cellule neoplastiche nell'espettorato. Le cellule appaiono disperse, isolate, in gruppi poco coesi o in frammenti di tessuto1 sinciziale, sotto forma di cordoni, nidi o fasci anastomotici con occasionale pattern acinare. Sono cellule piccole e rotonde o cuboidi, con bordi cellulari mal definiti e cromatina finemente punteggiata. Si possono rilevare alcune grandi cellule pleomorfe con nuclei bizzarri. Le cellule fusiformi sono più tipiche delle neoplasie periferiche. Marcatori quali cromogranina e sinaptofisina sono inequivocabilmente positivi; TTF-1 è negativo. La necrosi e le mitosi (o una significativa positività per Ki-67 (MIB-1)) suggeriscono la diagnosi di carcinoide atipico.
Altri tumori epiteliali maligni possono essere riconosciuti in base a criteri citologici: carcinoma adenoide cistico (le caratteristiche diagnostiche sono la presenza di globuli ialini di materiale della membrana basale con piccole celle ipercromatiche intramezzate), carcinoma mucoepidermoide e metastasi (in questi casi, può essere dirimente l'immunoistochimica).
 

Disordini linfoproliferativi e mieloidi

I tumori linfoidi primitivi del polmone sono rari, mentre i linfomi linfonodali colpiscono frequentemente il polmone nel corso della malattia. La leucemia mieloide (M4-M5) può debuttare clinicamente con un'insufficienza respiratoria acuta. Questi tumori sono più facilmente diagnosticati su BAL o preparati da agoaspirato. La citofluorimetria su cellule sospese o l'immunocitochimica, principalmente su preparati di citoinclusi, sono comuni studi secondari, necessari per una definizione più precisa delle lesioni. I linfomi MALT (Mucosa-Associated Lymphoid Tissue, tessuto linfoide associato alle mucose) primitivi del polmone sono caratterizzati da cellule linfoidi non coesive con aspetti centrocitici, monocitoidi o simil plasmocitoidi. La citometria a flusso è necessaria per individuare una restrizione monoclonale della catena leggera. Inoltre, altri linfomi/leucemie a cellule B di basso grado possono essere riconosciuti mediante esame citologico e citometria a flusso. Strumenti più sofisticati sono promettenti per quanto riguarda la specificità e la sensibilità; tuttavia, non sono ancora inclusi nella pratica clinica. I linfomi a grandi cellule B e i linfomi a cellule T/natural killer (NK), altamente maligni, possono essere individuati mediante analisi citologiche/immunocitologiche, e questo può essere sufficiente per confermare una recidiva polmonare, ma una diagnosi citologica nei tumori primari non è fattibile. Le tipiche cellule di Reed-Sternberg (cellule bilobate o multilobate con nucleoli distinti e un abbondante citoplasma grigio pallido su preparati colorati con Diff-Quick o MGG) o cellule di Hodgkin (grandi cellule mononucleate con nucleolo prominente e abbondante citoplasma), che sono CD30 e CD15 positive, possono essere riconosciute in campioni respiratori in associazione con piccoli linfociti reattivi, CD3-positivi, e con sparsi eosinofili, e questo può confermare la diagnosi di recidiva del tumore nel torace. Cellule neoplastiche mieloidi sono state riconosciute nella leucemia acuta, soprattutto M4 e M5, e nella leucemia mielomonocitica cronica, ma anche in altre forme, sia nel liquido di BAL che in campioni da agoaspirato . I timomi, anche se rari, sono i tumori timici più comuni negli adulti. I reperti citologici sono aggregati coesi di cellule epiteliali, con associata infiltrazione linfocitaria variabile. I frammenti di tessuto compostoda aggregati di cellule epiteliali intimamente associati con linfociti sono chiamati complessi linfoepiteliali, e la loro presenza è generalmente diagnostica di timoma. Vi sono due tipi di cellule epiteliali nel timoma:
1. Cellule di tipo fusato/ovale, che possiedono nuclei ortocromatici ovali o fusiformi, con cromatina dispersa
o irregolarmente distribuita, nucleoli indistinti o piccoli, e citoplasma leggermente colorato o indistinto: timoma tipo A o misto (AB).
2. Cellule poligonali/rotonde, che possiedono nuclei rotondi, ortocromatici, spesso chiari, nuclei vistosi rotondi, e quantità variabili di citoplasma colorato in verde chiaro: timoma tipo B.
I carcinomi timici maligni presentano caratteristiche citologiche evidenti di malignità. L'immunocitochimica è utile per evidenziare le cellule epiteliali o i linfociti maturi e immaturi.

Tumori delle cellule germinali

Il mediastino è il sito più comune per lo sviluppo di tumori a cellule germinali extragonadici. Nel seminoma, cellule infiammatorie miste ricche in linfociti circondano cellule maligne coese con citoplasma delicato e un nucleo pallido con nucleoli prominenti. Il carcinoma embrionale ha un aspetto citologico simile all'adenocarcinoma. Il tumore del sacco vitellino (tumore del seno endodermico) è caratterizzato dalla presenza di ammassi di cellule epiteliali, cellule altamente maligne contenenti corpi ialini sferici eosinofili, PAS-positivi. Il coriocarcinoma può essere riconosciuto negli aspirati dalla presenza di grandi cellule sinciziotrofoblastiche, multinucleate con citoplasma eosinofilo. L'immunocitochimica è molto utile per marcare la subunità (i della gonadotropina corionica umana, o a-fetoproteina. I tumori delle cellule germinali possono essere una causa, insieme alla malattia di Hodgkin, della presenza di granulomi simil-sarcoidei nei prelievi effettuati con le tecniche di agoaspirato.
 

Tumori mesenchimali

Gli amartocondromi condroidi possono essere facilmente riconosciuti citologicamente. Nei campioni da agoaspirato, la combinazione di tessuto connettivo fibrillare mixoide, cartilagine ialina, epitelio bronchiolare intrappolato e grasso, è patognomonica.
 

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