La gastrite acuta, un caso clinico

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Gastrite acuta

Il caso clinico reale.

Una paziente di 70 anni circa giunge alla ns osservazione per un’anemia cronica con riferito vomito caffeano e presenza di feci picee. La paziente già da alcuni mesi, entra ed esce dal DH, per effettuare delle emotrasfusioni.  La terapia con lansoprazolo, antiacidi, farmaci per la peristalsi, non ha sortito effetto. La paziente viene studiata, sia per il tratto alto che per il tratto basso. Poche informazioni giungono a noi dallo studio del tratto basso, mentre la gastroscopia evidenzia una gastrite acuta con petecchie emorragiche. A questo punto richiediamo lo studio dell’H.Pylori, cioè del germe responsabile della recidiva di gastriti ed ulcere duodenali. La positività del test all’ureasi conferma l’infezione. La paziente effettua un trattamento eradicante con la triplice associazione di antibiotici (amoxocillina, claritromicina, metronidazolo) e l’impiego di inibitori di pompa protonica in duplice dosaggio. La paziente torna a casa finalmente guarita, dopo un’ulteriore trattamento di supporto con vitaminici e ferro per e.v.

 

 

La gastrite è una malattia infiammatoria della mucosa gastrica, sono diverse le cause che portano a tale manifestazione e ne esistono innumerevoli tipi, suddivise nella maniera classica: gastriti acute e croniche.

Gastrite acuta

Gastroscopia: erosioni multiple ed iperemia della mucosa della piccola curva, nello sfondo l'antro con succo gastrico caffeano, aree biancastre in primo piano ricoperte da fibrina; il quadro endoscopico, depone per gastrite acuta da FANS, in paziente che effettuava terapia cronica per il dolore con COX 2

La gastrite - infiammazione della mucosa gastrica - ha assunto un nuovo significato, sulla base della recente acquisizione che la gastrite antrale (precedentemente definita come gastrite di tipo B) è attribuibile all’infezione da Helicobacter pylori ed ha una stretta associazione con l'ulcera duodenale. Le varie classificazioni precedentemente in uso sono state rielaborate nella classifica/ione di Sidney, che considera aspetti topografici, eziologici (quando noti) e morfologici. Essa individua tre pattern fondamentali -acuta, cronica e "speciale" - e consente di descrivere la gastrite in modo standardizzato, indicandone l'eziologia (prefìsso) e/o la morfologia (suffisso). E’ discutibile se la gastrite non complicala possa essere responsabile di sintomatologia. La gastrite acuta è spesse) il risultato di un danno tossico, farmacologico (fans o alcool) frequentemente si manifesta in pazienti in gravi condizioni ricoverali in reparti di terapia intensiva. La  loro manifestazione clinica più importante è l'emorragia gastrointestinale, che può essere di notevole entità. L'esame radiologico può essere d'ausilio solo se si impiega la tecnica del doppio contrasto; si possono evidenziare piccole erosioni superficiali con presenza di nicchia centrale dove si dispone il bario, circondata da un alone trasparente. Dal punto di vista endoscopico e macroscopico le lesioni appaiono come multipli spots emorragici con una piccola erosione superficiale sullo sfondo di una mucosa iperemica. La biopsia di solito non è necessaria, in quanto l'esame istologico evidenzia necrosi aspecifica della mucosa superfìciale accompagnata da perdita focale dell'epitelio di superfìcie.Forme di gastriti transitorie, caratterizzate da lesioni erosive. Talvolta rimangono silenti, altre volte hanno esordio anche drammatico con emorragia massiva e rischio per la sopravvivenza.

Forme di gastrite acuta

Fra le più comuni forme di gastriti acute ritroviamo:

Gastrite erosiva,

si ha una perdita di integrità della mucosa senza perforazione che comporta sanguinamento. Può essere causata da alcool, abuso di farmaci, ustioni o eventi traumatici;

Gastrite ischemica

, causato da shock, ipovolemia, emboli;

Gastrite corrosiva

, causata da indigestione di particolari agenti chimici o abuso di alcool;

Gastrite da farmaci

, particolare lesione causata dagli effetti collaterali di alcuni farmaci, soprattutto FANS. I FANS danneggiando la mucosa gastrica sia a livello topico, dove agiscono cambiando la conformazione del muco e rendendolo più permeabile, sia a livello sistemico inibendo la COX1 e quindi portando ad una diminuzione delle prostaglandine che hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa gastrica. Le lesioni delle forme acute scompaiono generalmente entro le 48 ore; sono ulcerazioni superficiali, numerose, piccole e sanguinanti e all'esame istologico al contrario delle ulcere peptiche solitarie, non superano in profondità la muscolaris mucosae: si parla pertanto di erosioni invece che di ulcere.

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