LESIONI ARTICOLARI

Le lesioni articolari rappresentano gli incidenti che possono capitare alle articolazioni e che vedono interessati legamenti, tendini, ossa e capsule articolari. In caso di lesioni articolari occorre anche:

-Eseguire esame dell'infortunato cercando i segni di altre lesioni scheletriche
- Accertare la presenza di contusioni o ferite
- verificare le condizioni neurologiche e vascolari delle superficie lesionate valutando la sensibilita' cutanea, mobilita' delle dita delle mani e dei piedi, colorito dell'arto, sua temperatura e presenza di pulsazioni arteriose.

Ferite articolari

Si caratterizzano per scolo di sinovia, liquido come chiaro d'uovo, spontaneo o provocato con pressione sull'articolazione; versamento endoarticolare prima sieroso o ematico, poi, se infettatosi, purulento ed allora segni di artrite grave, secrezione, turgore, rossore della ferita esterna, febbre, stato generale grave. Terapia. Non specillare! Se la lesione dipende da ferita da punta occorre una medicazione asettica locale e immobilizzazione rigorosa con apparecchio gessato; eventualmente antitetanica. Se si tratta di una ferita da taglio o lacero-contusa: il primo soccorso consiste nell'accertare che una concomitante lussazione non provochi disturbi circolatori a valle (alterazioni nel colore e nella temperatura cutanea, scomparsa dei polsi); solo in tal caso tentare di ridurre; altrimenti inviare subito in sala operatoria attrezzata, limitandosi ad applicare localmente medicazione sterile e a istituire profilassi antitetanica e antiinfettiva. Il trattamento definitivo prevede l' esame radiologico; anestesia generale.; emostatici alla radice dell'arto; revisione della ferita; eventuale ampio accesso all'articolazione con adatte incisioni e toilette delle cavita' articolari con ampio lavaggio finale (soluzione fisiologica sterile); ricostruzione della capsula e dei legamenti con suture riassorbibili; della cute con suture in lino, seta e drenaggio superficiale in crine o con piccolo tubo di vetro o di gomma. Se ferita particolarmente sporca e da piu' di 6 ore, chiusura della cute solo parziale o in secondo tempo. Immobilizzazione rigorosa in apparecchio gessato senza imbottitura o con fenestratura per medicazione. Profilassi antitetanica e antiinfettiva

Contusioni articolari

Da trauma diretto, indiretto. Se si tratta di una contusione semplice dei complessi legamentosi articolari (sinoviale, legamenti, cartilagine articolare), il versamento immediato intraarticolare ematico (emartro) e' successivamente sostituito  da liquido sieroso (idrartro) con evoluzione spontanea ad artrosinovite iperplastica cronica. Se la contusione e' a livello delle borse para-articolari (igroma), si apprezza una tumefazione liscia, tondeggiante, dolente, arrossata, a contenuto ematico (forma acuta da trauma violento), o indolore a lenta comparsa (forma cronica da traumi leggeri e ripetuti) a contenuto sieroso, frequentemente all'olecrano (borsa retroolecranica) e rotula (borsa prerotulea). Tali raccolte facilmente si infettano. Diagnosi. Radiografia (escludere lesioni ossee). Terapia. Forme lievi: mobilizzazione previa infiltrazione alla Le'riche con procaina 2% senza adrenaliba ml 10-12 nei punti piu' dolorosi. Forme gravi: riposo in semiflessione dell'articolazione su ferule o apprecchi gessati per 2-3 sett. Emartro, idrartro: aspirazione. Igroma: asportazione

Distorsioni

Si caratterizza per temporaneo allontanarti dei capi ossei articolari con lesioni (da stiramento o lacerazione.) delle parti molli articolari (sinoviale, legamento, ecc.). La sintomatologia prevede dolori, impotenza funzionale, tumefazione, ecchimosi, emartro, idrartro, movimenti abnormi dell'articolazione per rottura di legamenti importanti, come collaterali e crociati del ginocchio, blocchi articolari. Diagnosi. Radiografia, eventualmente previa anestesia locale, per escludere lesioni ossee. Lipiodo-pneumo-artrografia, se ginocchio. Terapia. Forme lievi, anche senza cura. Contro dolore: infiltrazione, ripetuta eventualmente giornalmente, alla Le'riche e mobilizzazione durante l'anestesia. Per alcuni legamenti evidentemente lacerati puo' bastare immobilizzazione su ferule o in apparato gessato con articolazione semiflessa per 2-3 settimane seguita da fisioterapia locale (marconiterapia, bagni Bier, fanghi, ecc.). Distorsioni della caviglia: subito dopo distorsione, applicare impacchi freddi, per 1-2 ore, sulla caviglia immobile. Poi praticare una fasciatura compressiva con fascia elastica sopra uno spesso strato di cotone o di gommapiuma. Tenere il piede sopraelevato per 24 ore, poi far camminare con prudenza, evitando i movimenti dolorosi. Dopo 2 giorni sostituire la fasciatura con cerotti disposti in modo da rinforzare il legamento leso ma da permettere la mobilita' dell'articolazione. Tali cerotti, rinforzati da cavigliere o fascia elastica, vanno rinnovati per 2-3 settimane, mentre il paziente stesso si pratica 2 volte al di massaggio dalla punta del piede al polpaccio.

 

Rottura del legamento collaterale del ginocchio

 Parziale del legamento con lesione del menisco interno nel punto d'adesione, distacco del legamento dall'impianto sulla tibia o sul femore con strappamento parcellare osseo. Radiografia! Dolore nel tentativo di abduzione nei casi gravi. Terapia. Immobilizzazione su ferula con infiltrazione alla Le'riche  o, nei casi gravi, in apparecchio gessato; piu' tardi ricostruzione chirurgica del legamento

Rottura dei legamenti crociati del ginocchio

Piu' frequente quella del legamento anteriore. Movimento a cassetto dell'estremita' super, tibiale sotto l'estremita' inferiore del femore. Lesione generalmente incompleta. Terapia. Immobilizzazione con bendaggio gessato a ginocchiera per 3-4 mesi; nei casi gravi o inveterati con instabilita' articolare, tutore a ginocchiera fisso o ricostruzione chirurgica del legamento o artrodesi.

Rottura dei menischi

 Da brusco movimento di rotazione e flessione del ginocchio. Dolore alla pressione sulla cartilagine nell'interlinea articolazione blocco improvviso dell'articolazione seguito da sblocco improvviso (rari nelle rotture del menisco esterno); sinovite reattiva; rumore di scatto. Terapia. Ablazione chirurgica del menisco.

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