LA NEVRALGIA DEL NERVO GRANDE OCCIPITALE (DOLORE ACUTO AL COLLO)

Questo tipo di nevralgia pare sia dovuto ad anomalie situate perifericamente; queste includono i punti di emersione del nervo, i punti di inserzione del muscolo trapezio sul cranio soggetti agli effetti di fibrositi e alle conseguenze di infezioni. Difetti posturali e l'effetto di indossare pesanti cappelli, di copricapi stretti, di infiltrazioni di sangue nello spazio subgaleale dopo un trauma alla testa, furono anche proposti come fonti di dolore. L'artrite cervicale fu considerata una causa e vennero descritte diverse varieta' di nevralgia occipitale. Si puo' dunque dire che questa nevralgia e' causata principalmente da lesioni che includono cancro primario e metastatico, artrosi, traumi, fibrositi, miositi, muscoli tesi che intrappolano i nervi occipitali nei canali miofasciali e tendinosi, torcicolli spasmodici, noduli reumatici, gotta mastoiditi, tumori della colonna cervicale, tonsille cerebellari erniate e associate con tumore della fossa posteriore o sindrome di Arnold-Chiari.

La nevralgia occipitale e' stata anche descritta con frattura dell'atlante, platibasia, fusione atlanto-occipitale parziale e fusione atlanto-assiale parziale. I casi piu' frequenti sembrano essere quelli dovuti a patologie di natura artrosica e irritativa. La sintomatologia del patimento sensitivo del nervo grande occipitale e' caratterizzata dalla presenza di dolore a tipica sede nella zona d'innervazione cutanea del nervo stesso. Il dolore risulta per lo piu' a carattere continuo, con esacerbazioni regolari ed episodiche in relazione, nella maggior parte dei casi, ai movimenti del collo. Talvolta siffatti movimenti sono secondari a un brusco contraccolpo legato, per esempio, alla tosse, ad uno starnuto, ad un cambiamento di posizione. La sofferenza nel territorio del nervo di Arnold puo' assumere anche il carattere di crisi parossistiche, lancinati, intervallate da periodi di pieno benessere. La durata del parossismo doloroso e' estremamente variabile da caso a caso e i parossismi stessi possono esaurirsi dopo pochi attacchi o ripetersi per piu' giorni di seguito.

La sensazione dolorosa a volte si presenta accompagnandosi a impressione molto penosa di "battito vascolare" nel profondo della nuca. Se la zona d'innervazione tipica del nervo risulta essere quella interessata eminentemente dalla nevralgia del nervo di Arnold, talora il dolore puo' sconfinare da questo territorio e irradiarsi anche alla mascella inferiore, all'occhio, sino alla guancia. Nelle crisi nevralgiche particolarmente violente il fenomeno doloroso puo' irradiarsi dall'occipite a tutto il capo. Alcuni autori sottolineano la particolare irradiazione alla mastoide che, talvolta, prevale al punto da far ritenere il paziente affetto da otomastoi'dite. Altri descrivono irradiazioni a distanza dall'epicentro occipitale: dall'occipite sino alla spalla e perfino al braccio. Nella nevralgia del nervo grande occipitale il dolore risulta, la maggior parte dei casi, limitato rigorosamente ad un solo lato con esatto termine sulla linea mediana posteriore del capo, nella divisione dei territori dei singoli nervi. Nella nevralgia occipitale e' possibile porre in evidenza zone di scatenamento del dolore dette trigger-zones e corrispondenti alla proiezione cutanea del decorso profondo del nervo, e, piu' facilmente, si possono mettere in rilievo subito al di sotto della linea d'inserzione dei muscoli della nuca sull'occipite. In genere basta la compressione o talvolta il semplice sfioramento della cute per scatenare l'insorgenza di gravi crisi dolorose. Oltre alle trigger-zones, esistono anche dei punti che risultano particolarmente sensibili alla pressione; uno corrisponde all'uscita del nervo tra l'atlante e l'epistrofeo, cioe' nella regione paramediana subito sotto l'occipite, l'altro coincide con l'emergenza cutanea a distanza di circa 2 dita, lateralmente alla protuberanza occipitale esterna; questo punto e' conosciuto come punto di Arnold.

Al fenomeno dolore si accompagna una iperestesia cutanea nel territorio d'innervazione del nervo grande occipitale, iperestesia che puo' raggiungere un'intensita' tale da rendere intollerabile il semplice sfioramento cutaneo in detta sede. Nelle forme nevralgiche pure il dolore insorge piu' facilmente di notte e in un certo numero di casi al binomio dolore-iperestesia s'accompagna lacrimazione, senso di occlusione delle fosse nasali, arrossamento della faccia e piu' raramente anche vertigini. Il trattamento terapeutico della nevralgia del nervo grande occipitale include una serie di terapie di tipo conservativo tipo: stabilizzazione del collo con collare cervicale, trazioni, massaggi, applicazioni calde e fredde, ultrasuoni, blocchi del nervo grande occipitale elettrostimolazione, ma spesso c'e' il ritorno periodico del dolore. Sono state applicate altre procedure chirurgiche con risultati piu' stabili come la rizotomia delle radici C2-C3, ma talora e' necessaria una chirurgia piu' elaborata come la decompressione delle radici cervicali C2-C3. La metodica chirurgica percutanea utilizza un nuovo metodo che devitalizza selettivamente elementi miofasciali vicino al decorso anatomico del tronco principale del nervo grande occipitale. Il procedimento implica una elettrocoagulazione percutanea con radiofrequenza, riferita come devitalizzazione, nella regione del nervo grande occipitale. L'obiettivo e' di alleviare il dolore nel tratto di giunzione testa-collo, come pure ogni dolore che ^'irradia nella regione del nervo grande occipitale. Le altre forme di dolore al capo (da artrosi cervicale, odontopatie, patologie della sfera ORL etc.) non verranno considerate in quanto non di stretta pertinenza della terapia del dolore oppure trattabili con le procedure sopra descritte o, infine, nel caso della patologia tumorale, con metodiche che verranno descritte oltre.

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