SINDROME DI COSTEN

Si tratta di una malattia caratterizzata fondamentalmente da fenomeni dolorosi e parestesici, nonché da disturbi cocleo-vestibolari. La sindrome dell'articolazione temporo-mandibolare (A.T.M.) è senz'altro appannaggio dell' età adulta ed è fra la quarta e la quinda decade della vita che si può riconoscere il magggior numero di affezioni. La sindrome temporo-mandibolare di Costen è rappresentata da un complesso sintomatologico caratterizzato da crisi dolorose di tipo nevralgico a sede auricolare o para-auricolare con irradiazione all'emifaccia dello stesso lato. All'otalgia si associano disturbi uditivi quali : ottundimento dell'udito, acufeni e vertigini I fenomeni dolorosi si manifestano sia localmente, a livello dell'articolazione temporo-mandibolare lesa, sia a distanza dell'articolazione stessa quali sensazioni dolorose di vario grado e tipo (cefalalgico e nevralgico). Il dolore a livello dell 'articolazione malfunzionante è assai vario e mal definibile: il punto di maggiore intensità dolorifica corrisponde alla regione del condilo mandibolare, al dinanzi dell'orecchio. I fenomeni dolorosi distanti assumono carattere di cefalea, a sede temporo-frontale, o di nevralgia a varia irradiazione così da poter essere confusi con nevralgia dei trigemino o del glossofaringeo.

Talvolta il dolore risulta localizzato nel profondo dell'orbita, all'arcata dentaria, in corrispondenza di un singolo dente, altre volte la sua localizzazione corrisponde alla regione occipitale o al vertice del cranio; una delle sedi più frequentemente colpita dal dolore risulta essere l'orecchio con sensazione dolorosa sorda e profonda. 


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Il Dr. Costen era un medico americano che, per primo, negli anni '30 si accorse che i suoi pazienti affetti da disturbi a carico dell'A.T.M., potevano nel tempo sviluppare alcuni disturbi a carico dell'orecchio, ed in particolare:
-ipoacusia (sensazione di orecchio ovattato)
-fischi
-dolore trafittivi nella regione del condotto uditivo con interessamento delle tempie e del ramo mandibolare

Eziologia

I principali fattori eziologici di questa teoria sono :
a) - fattore malformativo : paramorfismi o dismorfismi delle superficivvarticolari inducenti un'ipoplasia della salienza della radice trasversavvdello zigomo o un appiattimento della glenoidetemporale con sublussazione anteriore del condilo (PERRON, ACHARD e MAZAURICH), le malformazioni della mandibola, la plagiocefalia, ecc.;
6) - fattore traumatico : lesioni traumatiche intra od extra-articolari, come la frattura dell'apofisi coronoide della mandibola, le fratture dell'osso malare, le lussazioni e le sublussazioni, gli esiti cicatriziali di lesioni cutanee o muscolari, ecc. con consegeunte alterazione del rapporto biomeccanico temporo-mandibolare.
e) - fattore infiammatorio : in esito a processi infiammatori acuti o cronici interessanti la regione temporo-mandibolare, i muscoli masticatori e l'articolazione stessa (ascessi, flemmoni, miositi, artriti, artrosi ecc.).

d) - fattore dentale : malocclusioni secondarie a malposizioni dentali, ad edentazioni molari e premolari, a ricostituzioni dentarie, ad errata applicazione di protesi, fisse o mobili, ecc.;
e) - fattori generali: assumono prevalentemente carattere predisponente: le turbe ormonali, le disprotidemie, la senescenza, ecc.

Sintomatologia

I quadro clinico è incostante e può anche ridursi alla presenza di un solo sintomo. La sindrome si compone di disturbi d'ordine articolare, auricolare, salivare, nevralgico e talvolta psichico. II dolore spontaneo è per lo più localizzato ad una od ambedue le articolazioni temporo-mandibolari, con irradiazioni alle zone e regioni circostanti. Solitamente è presente e di maggiore intensità al mattino, al risveglio, e regredisce dopo i primi movimenti con possibilità di ricomparire o esacerbarsi dopo protratta azione masticatoria. Il trisma, anch'esso rilevabile preferibilmente al mattino, può apparire completo od incompleto, può insorgere gradualmente od intensamente, con persistenza del dolore all'apertura buccale anche dopo la remissione. Apprezzabili, sovente, sono i rumori di scroscio articolare e la sensazione di crepitio, sia nei movimenti di chiusura che in quelli di apertura della bocca. All'esame funzionale i movimenti abnormi dell'articolazione temporomandibolare dimostrano sia una lussazione vera e propria sia una sublussazione, oppure possono determinare una deviazione in particolare nella fase dell'apertura buccale. La nevralgia facciale, spesso l'unico sintomo presente, assume aspetti variabili per intensità ed irradiazione, per insorgenza e continuità, talché facilmente può confondersi con dolori propri di altre forme morbose (sinusite mascellare o frontale, odontalgia, otiti, nevralgie del trigemino ecc.).

Articolazione temporo-mandibolare: 1 condilo mandibolare, 2 temporale, 3 disco articolare, 4 dentatura 5 massetere

L'ATM è un'articolazione molto attiva essendo coinvolta in ogni movimento della bocca, quindi durante la masticazione e durante la fonazione (parlare). Lo sforzo maggiore si ha senza dubbio durante la masticazione, quando i potenti muscoli collegati alla mandibola sviluppano forti pressioni per masticare il cibo. Se l'allineamento in chiusura dei denti dell'arcata superiore con quelli dell'arcata inferiore, definita OCCLUSIONE, è perfetta, l'ATM compie un elegante movimento che non comporta problemi. Se invece I denti non sono perfettamente centrati, o sono presenti protesi non correttamente eseguite, allora l'articolazione compie movimenti anomali che schiacciano il menisco articolare e causano un'irritazione dei tessuti.

Se il problema persiste per molto tempo l'ATM si deforma e va incontro ad una vera forma di artrosi. In tal caso i disturbi diventano sempre più intensi, e così i dolori, fino ad arrivare al pieno quadro della sindrome di Costen.

Ai fenomeni dolorosi si associano sensazioni parestesiche caratterizzate da senso di bruciore e pizzicamento del margine linguale. Le alterazioni radiologicamente apprezzabili sono caratterizzate da fatti di degenerazione artrosica a livello dell'articolazione temporo-mandibolare con erosione della testa del condilo nella sua faccia inferiore e del tubercolo articolare* nel temporale. La terapia della sindrome di Costen si avvale principalmente di tecniche ortodontiche ed ortopediche. La terapia antalgica viene realizzata per via intra-articolare, iniettando anestetici locali e cortisonici a scopo anti-edemigeno ed analgesico. La patologia è fondamentalmente di competenza ortodontica/odontoiatrica. Non sempre è facile correggere perfettamente il problema masticatorio a carico dell' ATM. Ciò richiede per lo più un lavoro combinato del dentista protesista e dell'ortodontista, che può protrarsi per anni. In alcuni casi può essere indicato l'uso di un byte, cioè una placca di silicone che il paziente, specie se è affetto da bruxismo, cioè se digrigna i denti di notte, o peggio, per fatti ansioso-depressivi e per nevrosi d'ansia, di giorno, deve applicare costantemente per proteggere l'ATM. La terapia trova utile anche  l'impiego di applicazioni fisiche di diatermia, di onde corte, di raggi infrarossi, d'infiltrazioni peritemporali di novocaina senza adrenalina ripetute a giorni alterni per 4-6 volte, di iniezioni anestetiche intracapsulari. Tutte queste cure hanno soltanto un valore sintomatico. Al fine di ottenere una definitiva guarigione, sono necessarie le correzioni delle turbe dell'articolato dentario con il ripristino dell'armonia funzionale dell'apparato masticatorio. La chirurgia che prevede la capsulectomia dell'articolazione ATM (intervento di Franz) sembra essere tra le metodiche quella più seguita e di successo, affidata a mani esperte.

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