Esame delle feci

 

L'esame delle feci riveste un'importanza notevole in clinica. Per es. se un paziente evacua feci rosse, può significare emissione di sangue misto al materiale fecale che nell'ipotesi più semplice significa una perdita di sangue con le emorroidi, specie se non vi è stato dolore, ma se il sangue rosso è commisto a feci diarroiche, se si accompagna l'evacuazione a tenesmo, allora il medico pensa a coliti e rettocoliti. In altri casi le feci assumono un colore francamente scuro, o nero intenso, tanto che sembrano fatte di catrame, per intenderci quello con cui si bitumano le strade e si parla di "feci picee": in questo caso pensiamo  a sangue digerito.

Altra cosa importante da ricordare è l'aspetto delle feci a purea di piselli, che significa che il paziente ha un iperperistaltismo con malassorbimento per sovravvenuta infezione da salmonella. Il numero delle scariche fecali è di importanza ancora fondamentale perchè orienta il clinico verso le perdite di elettroliti e, soprattutto, di potassio, e poi perchè se la diarrea è insorta da mesi, il clinico pensa a malattie infiammatorie intestinali; viceversa, se la diarrea è insorta da poco tempo, penserà a malattie infettive.  Questo esame, che consiste nell'analisi in laboratorio di un campione di feci raccolto dal paziente, indagine che è importante per scoprire infezioni e malattie che possono riguardare l'intestino, il fegato e il pancreas. Le anomalie riscontrate con questa analisi, possono essere prodotte da ciò che si è mangiato oppure da cause più complesse, come disfunzione del fegato e del pancreas, fino a malattie più serie come il tumore al colon, la parte finale dell'intestino. Le anomalie che si riscontrano nelle feci possono riguardare la consistenza ed il colore, la presenza di sangue occulto (cfr emorragie intestinali) Le feci vengano raccolte in un contenitore apposito e che questo sia pulito. Solo in alcuni casi si può utilizzare un tampone che viene introdotto nell'ano per 3-5 centimetri e quindi sigillato nel contenitore. L'esame delle feci può' essere richiesto per tre scopi:

- studio chimico delle feci;
- studio batteriologico (coprocoltura);
- studio parassitologico.


Gli esami più importanti riguardano la ricerca di:

- sangue;
- Componenti alimentari indigeriti;
- Parassiti;
- Batteri, miceti (coltura),virus.
 

Caratteristiche delle feci

- quantità:
- odore: fecaloide per la presenza di idrogeno solforato, scatole e indolo;
- consistenza: solida per il quasi totale riassorbimento idrico intestinale;
- forma: feci liquide, semiformate, cilindriche;
- colore: dipende dalla quantità di stercobilina contenuta nelle feci (che deriva dalla riduzione della bilirubina operata dai batteri intestinali).

La quantità giornaliera può essere aumentata in varie condizioni patologiche, come nella insufficienza bilio-pancreatica e dispepsie fermentative: può essere ridotta nelle diete scarse di verdura, ad esempio a base di pane, latte e uova. L'odore può essere feudo nelle dispepsie di tipo putrefattivo o acido nelle dispepsie di tipo fermentativo. Aumentando la peristalsi diminuisce il riassorbimento di acqua e quindi la consistenza diviene poltacea, semifluida o liquida. La forma è alterata nelle stipsi spastiche (feci caprine) o nelle stenosi organiche del rette (feci nastriformi). Il colore delle feci subisce notevoli variazioni nell'ittero ostruttivo (feci acoliche) e nell'ittero emolitico (feci ipercoliche). Nell'emorragia del tratto digerente alto le feci appaiono di color piceo (melena) e così pure per presenza di ferro, carbone, bismuto, somministrati per os a scopo terapeutico. Il muco può presentarsi sotto forma di fiocchi biancastri commisti alle feci o sotto forma di strisce o membrane che le rivestono.

Esame chimico delle feci

Il campione di feci deve essere raccolto senza l'uso di purganti oleosi o di clisteri.

- Ricerca del sangue occulto: occorre mantenere il paziente per tre giorni a dieta priva di carne o pesce e senza somministrazione di farmaci contenenti ferro, che possono inficiare la validità della ricerca. Si esegue con H2O2 e una soluzione alcoolica al 5% di piramidone.

- Dosaggio dei grassi (indice di Zoia) : è utile in caso di steatorrea per stabilire se vi è un'insufficienza epatica, pancreatica o un difetto di assorbimento (sprue).

L'indice di Zoia è espresso dal rapporto grassi neutri + acidi grassi - (valore normale 1-2) saponi

Dopo la somministrazione di un pasto "tipo", ricco in grassi, sia di natura animale che vegetale, si procede alla raccolta delle feci e quindi al dosaggio dei costituenti indicati nella formula di Zoia. Nella steatorrea di origine pancreatica avremo un valore di indice di Zoia molto elevato fino anche a 30, per l'aumento dei grassi neutri e per la diminuzione marcata dei saponi e degli acidi grassi. Nella steatorrea epatobiliare l'indice è di 3-5 cioè molto più alto del normale.

- Valutazione dell'attività triplica delle feci: ha importanza solo in età pediatrica, per differenziare la mucoviscidosi da altre sindromi da malassorbimento, in cui appunto l'attività triplica è normale. Valori normali di chimo tripsina normali quelli superiori a 160 mcg (microgrammi)/g, se sono inferiori si può pensare ad insufficienza pancreatica (es. cfr pancreatiti croniche). Esame microscopico: è di normale riscontro la presenza di residui di tessuto connettivo, di fibre muscolari, grassi, amidi, residui vegetali, cristalli, leucociti, globuli rossi, epiteli e batteri. Nessuno di questi elementi ha significato patologico per la sua presenza, ma solo la loro eccessiva quantità ha valore patologico. La presenza di residui di tessuto connettivo (che si pre­senta sotto forma di sottili fibre raccolte a fasce) depone per una insufficienza gastrica (essendo il collagene digerito soltanto dalla pepsina); la persistenza nelle fibre muscolari delle striature o dei nuclei depone per una insufficienza pancreatica e così pure la presenza di granuli di amido (con la caratteristica struttura a cerchi concentrici). I grassi neutri si presentano come minute gocce rotonde od ovali, gli acidi grassi sotto forma di cristalli aghiformi ed i saponi sotto forma di ammassi irregolari, poligonali.

Esame batteriologico delle feci

Il materiale fecale si preleva direttamente in contenitori sterili o con tampone sterile. La ricerca batteriologica è indirizzata verso la famiglia delle Enterobacteriaceae, che determina diversi quadri di tipo gastroenteritico. Nella famiglia delle Enterobacteriaceae distinguiamo 4 tribù:

 -le Salmonelle: responsabili di infezioni di tipo enteritico (S. paratyphi B, enteritidis, typhi-murium, ecc.) o di tipo tifoideo setticemico (S. typhi);
-le Shigelle: responsabili di forme dissenteriformi;
-le Eschericheae: comprendono l'Escherichia coli e le Klebsielle, responsabili di alcune forme di enterite epidemica del lattante. Sono, comunque, abituali colonizzatori dell'intestino.
-le Protaceae: sono responsabili di forme enteritiche nel solo lattante. Appartengono a questa tribù i generi Proteus e Providencia.
Per isolare le Salmonelle e le Shigelle è necessario l'uso di terreni selettivi (agar SS), che inibiscono la crescita dei saprofiti e favoriscono quella delle Salmonelle e delle Shigelle.

L'identificazione e la tipizzazione degli Enterobatteri viene fatta in base alle prove di fermentazione: metabolizzazione del glucosio, della lisina, dell'ornitina, produzione di H2S, formazione di indolo, fermentazione dei lattosio, metabolizzazione del citrato, produzione di urea e, inoltre, in base alla produzione di gas e alla mobilità. Nel corso di infezione da Salmonella typhi (tipo addominale) è importante la ricerca sierologica, cioè il ritrovamento nel siero del paziente di anticorpi anti-Salmonella per seguire l'evoluzione della malattia (sierodiagnosi di Widal).

Esame parassitologico delle feci

A) Diagnosi di laboratorio nelle malattie da Protozoi: entamoeba histolytica (l'entamoeba coli è sprovvista di potere patogeno), giardia intestinalis:

1) esame a fresco: può essere eseguito direttamente in soluzione fisiologica o con arricchimento con liquido di Lugol, che permette di evidenziare le cisti protozoarie invisibili con la sola soluzione fisiologica; 2) esame di preparati fissati e colorati: vanno eseguiti dopo aver fissato alla fiamma il materiale fecale su un vetrino portaoggetti, che va colorato a seconda l'indirizzo della ricerca stessa. Gli esami colturali ed immunologici hanno scarsa importanza nelle infestazioni da protozoi.

B) Diagnosi di laboratorio nelle malattie da Elminti: Nematodi (anchylostoma duodenalis, ascaris lumbricoides, oxiuris vermicularis, trichuris trichiura, strongyloides stercoralis, trichinella spiralis) e Cestodi (taenia solium, taenia saginata, hymenolepsis nana, bothriocephalus latus):

1) esame diretto delle feci: è importante per i parassiti di grosse dimensioni (ascaridi, tenie, ossiuri);

2) esame microscopico a fresco: è lo stesso di quello descritto per i protozoi e serve ad evidenziare le uova dei parassiti. Per risultare più attendibile la ricerca delle uova dei parassiti, prima dell'esame microscopico si ricorre alle tecniche di concentrazione e di flottazione, per fare affiorare le uova dei parassiti, che hanno un p.s. maggiore rispetto al liquido. Per la ricerca delle uova di ossiuri è importante la tecnica del cerotto di Graham: un cerotto adesivo viene posto per la notte sulle pliche perianali e quindi la mattina, posto sul vetrino portaoggetti, è osservato al M.O.

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