Malformazioni dell'utero

Cfr ginecologia: Menorragia

Metrorragia

Perdite vaginali bianche

Annessite cronica

Perdita di urine nella donna

L'ipoplasia uterina non rappresenta una malformazione vera e propria dell'organo ma deve piuttosto essere considerata come uno sviluppo insufficiente di questo. è per lo più caratterizzata dall'esistenza di un tratto corporeo uterino più piccolo del normale, mentre il collo può essere anche di dimensioni regolari. I motivi per cui si stabilisce questo difetto di sviluppo dell'utero, che spesso è associato ad una ipoplasia di tutto l'apparato genitale e talora a stigmate fenotipiche di infantilismo, possono essere diversissimi e risultano difficilmente precisabili per i singoli casi. Si pensa a disturbi dell'organogenesi, soprattutto ad insufficienze vascolari e ormonali, che agiscono nell'età puberale e adolescenziale. Talora può essere soprattutto fazione di infezioni, come quella di natura tubercolare. In altri casi può essere in causa un difetto di recettività agli ormoni estrogeni. Il grado di ipoplasia è molto variabile e dal rilievo di uteri solo lievemente più piccoli di un organo normale si giunge fino all'osservazione di uteri quasi rudimentali. Si definisce ipoplasico, comunque, un utero di donna adulta la cui cavità misuri (all'isterometria) meno di 7 cm. In certi casi l'utero ipoplasico conserva le caratteristiche dell'utero infantile, con la prevalenza della lunghezza del collo su quella del corpo. A volte si associa all'ipoplasia una iperantiflessione, con canale cervicale stenotico, altre volte esiste una retrodeviazione congenita.

All'esame isterografico, quando esiste un utero ipoplasico, la cavità uterina appari spesso di forma diversa dalla norma (a T, a stella, ecc.). Non raramente le donne con utero ipoplasico presentano pubertà ritardata, ipomenorrea ed oligomenorrea e talora anche amenorrea. Anche il dolore mestruale (dismenorrea) è frequente. In circa il 30 % delle donne che han: difficoltà ad avere una gravidanza si riscontra una ipoplasia uterina. L'utero ipoplasico predispone all'aborto ed al parto prematuro. I processi embriogenetici dai quali l'utero si forma possono subire inoltre deviazioni capaci di condizionare tutta un'altra vasta gamma di anomalie. Trattasi, in genere, di un'alterazione dei processo di fusione dei dotti di Mùller. Questi due dotti formano ciascuno un corno uterino . L'utero normale deriva dalla perfetta fusione di questi due corni in un unico organo con una unica cavità malconformazioni limitate al collo dell'utero sono molto rare e possono essere: congenite, ossia dovute alla mancanza congenita del collo o all'occlusione congenita del canale cervicale; acquisite, per occlusione del canale cervicale dovuta a fatti infiammatori, tumorali, causticazioni, radioterapia, ecc. L'atresia congenita del canale cervicale che è la malformazione che più intere impedisce l'eliminazione del sangue mestruale. La sintomatologia è quindi legata alla raccolta di sangue (ematometra) che ne consegue e distende il corpo uterino. Si hanno dolori pelvici periodici, tendenti ad aggravarsi ad ogni ciclo e manca la fuoriuscita dai genitali del sangue mestruale (pseudo-amenorrea o criptomenorrea). Le anomalie di forma dell'utero sono state variamente raggruppate. Una classificazione abbastanza organica e completa, può essere la seguente:
1) Utero unicorne: l'utero è costituito solamente da un corno e dalla tuba e ovaio omolaterali, mentre manca tutta l'altra metà dell'apparato genitale.
2) Utero didelfo: l'utero è costituito da due corni, nettamente separati, che si continuano in due colli e sboccano in una vagina unica. I due corni uterini sono in connessione ciascuno con una tuba ed un'ovaio.

3) Utero bicorne bicolle con doppia vagina: i due corni uterini sono separati; il collo è duplice e pure la vagina è divisa in due parti da un setto mediano longitudinale.
4) Utero setto con vagina unica: esiste un utero unico, vale a dire si è avuta la fusione esterna dei due corni. Si ha però nella cavità uterina la persistenza di un setto longitudinale che dal fondo dell'utero arriva fino quasi al collo. Il collo è quindi unico e pure la vagina è unica, ma l'utero è diviso in due cavità.
5) Utero setto con doppia vagina: esiste un setto fibroso che dal fondo dell'utero arriva fino al collo e si continua con un setto che divide in due la vagina.
6) Utero bicorne unicode: il collo è unico ma si è avuta la fusione dei corni, che dovevano formare l'utero, solo nella parte inferiore. Superiormente l'utero si presenta perciò diviso in due corni, più o meno separati.
7) Utero subsetto arcuato: è una mal­formazione di grado minore rispetto alla precedente. Lo sperone longitudinale mediano che divide in due la cavità uterina è limitato solo al fondo dell'utero, in modo che la cavità uterina è unica nei suoi due terzi inferiori, ed è invece divisa da questo sperone fibroso nel suo terzo superiore.
8) Utero bicorne bicolle, con un corno rudimentario o atresico: un corno è normalmente sviluppato, mentre l'altro è rimasto molto piccolo. Questa malformazione può essere molto pericolosa quando una gravidanza si instaura nel corno rudimentario. Il tipo di malformazione dell'utero è più grave e complesso se la causa perturbatrice dello sviluppo ha agito precocemente.

Se la noxa si manifesta nella seconda metà della vita endouterina, oppure addirittura nella vita extrauterina fino al periodo della pubertà, le malformazioni sono solo parziali ed incomplete. Quando il fattore eziologico agisce molto precocemente, le malformazioni a carico dell'utero possono associarsi a difetti di sviluppo dell'ovaio, della tuba, della vagina e dell'imene. Frequenti anche le associazioni con le malformazioni dell'apparato urinario. La diagnosi di malformazione uterina costituisce talvolta un reperto occasionale nel corso di un intervento laparotomico eseguito per altro motivo, oppure nel corso di un esame isterosalpingografico, condotto per la ricerca della causa della sterilità. Solo nei casi in cui l'alterazione morfologica è particolarmente marcata è possibile giungere ad una conclusione diagnostica già con la visita ginecologica. Qualche volta la malconformazione rende difficile il coito e la sua esistenza è quindi avvertita dalla donna in tale occasione. L'esistenza di certi quadri clinici (sterilità, dismenorrea grave, aborto ripetuto, eccetera) deve sempre far pensare alla possibilità di una malformazione dell'utero. Il più importante mezzo per arrivare alla diagnosi di malformazione uterina è rappresentato dalla isterografia, mediante la quale si può localizzare l'alterazione e definirla nei suoi particolari. Molto utile è anche la celioscopia che permette di vedere direttamente i genitali interni. La terapia delle malconformazioni uterine, quando sono causa di una patologia importante (dismenorrea, aborti ripetuti, sterilità), non può essere che chirurgica

indice